Recensioni - Dicono di noi ... 

 

15 anni - Coro Antonio De Vecchi 1986 - 2001 (CADV12/2001)

M° Claudio Raffi

Sindaco Luigi Bagnariol

M° Agostino Granzotto - "Musica Insieme", periodico A.S.A.C. Veneto, n°81 maggio 2003

 

non solo SACRO (CADCTC/2005)

M° Claudio Raffi

 

Concorsi e Festival

 


15 anni - Coro Antonio De Vecchi 1986 - 2001 (CADV12/2001)

 

Presentazione del M° Claudio Raffi del CD "15 anni - Coro Antonio De Vecchi 1986 - 2001"

Mi è stato chiesto di "criticare" i due CD musicali realizzati dal coro De Vecchi. Lo faccio con piacere, poiché conosco la loro storia e la stima che hanno nei miei confronti. Dopo averli ascoltati più volte mi sono posto la domanda: Cui prodest?

È legittimo chiedersi: a chi serve un CD di canti realizzati da un coro "Amatoriale"? Per tentare una risposta conviene analizzare la realtà musicale partendo dal nostro territorio.

In questi ultimi dieci anni, circa, si è sentito il bisogno di riavvicinarsi al "coro" e alla vita sociale che implicitamente realizza, ma non solo, si è presa anche coscienza dello strumento voce, con tutti i problemi che vuol dire studiare canto: tecnica, stile, repertorio, vocalità appoggiata ecc…

Il canto non è solo una misteriosa alleanza tra parola e melodia, esso esprime sentimenti e significati precisi, che toccano la fantasia e la mente dell’ascoltatore.

Il canto appartiene all’uomo, lo testimonia il canto popolare che riflette – ieri più di oggi – le situazioni della vita. Cantava il contadino sui campi di lavoro, il boscaiolo, l’artigiano… Si cantava per tanti motivi, per farsi compagnia nel lavoro, per addormentare il bambino o per stare in compagni.

In ogni caso si cantava per amore, il desiderio, la speranza, la gloria e il tradimento.

Oggi questi aspetti sono cambiati, il coro amatoriale ha preso coscienza del grande problema dello "strumento voce".  

In passato rimaneva sottinteso e talora dato per scontato, mentre la "chiave" di una bella interpretazione sta principalmente nella ricerca di un giusto "colore sonoro", adeguato e originale. È quindi necessaria una rigorosa preparazione vocale quale premessa indispensabile per fondere corrette interpretazioni musicali.

Queste poche considerazioni sono già sufficienti ad evidenziare quale elevato potenziale di problematiche e d’interessi coinvolge il "cantare in coro" e interpretare la musica corale.

Aspetti tecnici come: la respirazione, l’intonazione, il fraseggio e la dizione sono solo una piccola parte di un bagaglio professionale molto difficile da conquistare e utilizzare in modo appropriato, che però è fondamentale per una valutazione estetica.

La questione che ponevo all’inizio, trova forse la risposta nel monumentale lavoro fatto dal coro De Vecchi e dal suo direttore Luciano Bertuzzo. Lasciano a noi un "documento sonoro" a testimonianza di una loro ricerca umana e artistica.  

A questo punto è inutile un giudizio critico-estetico, perché la misura della valutazione sconfina tra gli obiettivi sociali.

La nostra civiltà tecnologica è quella del rumore e della frenesia, dei massmedia e della musica di consumo, e fortemente imposta dalle multinazionali del disco.

I due CD, sono per certi aspetti, una "oasi sociale", dove ogni persona sensibile, che sa guardare oltre l’apparenza, può scoprire aspetti che nobilitano la passione di tutte quelle persone che credono nella trasmissione di valori umani e culturali.

Dopo queste riflessioni, non serve più "criticare" il lavoro musicale, sarebbe fuori luogo. Dire che, dal punto di vista tecnico, un coro non può interpretare stili e generi così lontani tra loro senza cadere in difficoltà, è quasi una ovvietà. Non è questo il senso dei due CD, e quindi non va giudicato con critica severa, ma va visto come un atto di documentazione storica, che tiene traccia di un percorso fatto con grande entusiasmo, ma anche con tanta fatica.

Auguro al Coro De Vecchi di vivere la musica sempre con grande slancio e passione, perché nobilita se stessi e gli altri.

Al direttore Luciano Bertuzzo, auspico di continuare a trovare nella musica quella forza unica e misteriosa che aiuta ad esprimere la parte più nascosta della nostra sensibilità: l’Arte.

Con affetto.

Claudio Raffi.

 

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Presentazione del Sindaco Luigi Bagnariol del CD "15 anni - Coro Antonio De Vecchi 1986 - 2001"

 

Quando un'Associazione, quale il Coro Antonio De Vecchi, raggiunge dei traguardi così lusinghieri ed importanti è tutta la Comunità, civile e religiosa, che ne deve essere contenta ed orgogliosa.

Ed io rappresento quella civile, ben felice di congratularmi con un gruppo che ha raggiunto una crescita culturale e professionale di notevole spessore, sentiti gli interventi di chi mi ha preceduto.

Però le mete raggiunte, il doppio CD 15 anni di attività, non devono far dimenticare tutte le persone, coristi e non, che in questi anni hanno lavorato per la Vostra Associazione, si sono impegnati in una crescita culturale individuale, ma di conseguenza anche collettiva per il nostro paese.

Perché alla fin fine quando un cittadino cresce culturalmente, è tutta la comunità che ne trae vantaggio: i gemellaggi tra cori, gli scambi culturali, i tanti concerti, ai quali l'Amministrazione Comunale ha partecipato con i mezzi e strumenti che i propri bilanci e regolamenti consentono, hanno costituito un punto fisso ed una ricorrenza con cadenza annuale.

E da ultimo questo CD, che mi auguro possa, assieme al libro "LA STORIA DI CINTO", raggiungere tutte le famiglie non solo dei residenti, ma anche degli emigranti in giro per il mondo. Questa è l'idea che mi permetto di lanciare.

Come Sindaco voglio ringraziare tutti i coristi per l'impegno, l'assidua e fattiva partecipazione alla vita del gruppo in questi 15 anni di attività; voglio ringraziare le loro famiglie, perché quando un cori sta canta c'è sempre alle spalle una famiglia che collabora: se la moglie canta, il marito deve magari lavare i piatti (o lo dovrebbe fare, si spera), se canta il marito, la moglie deve preoccuparsi che la cena sia pronta in tempo, che la divisa sia in ordine, e così a seguire. Grazie quindi a tutte queste persone.

Un ringraziamento anche ai 2 parroci di Cinto Caomaggiore e Settimo, perché il repertorio del coro è anche quello sacro, ed i canti proposti sono serviti in questi anni alle celebrazioni liturgiche, a rendere le nostre chiese più vive e le cerimonie più, solenni.

Alle volte una bella chiesa (quali sono quelle di Cinto e Settimo) abbisogna di un gran bel coro, se vogliamo pregustare un po' di "Paradiso" in terra.

E quindi l'augurio che vi faccio è che possa continuare la Vostra collaborazione e il reciproco rispetto.

Ritengo da ultimo dover sottolineare come tutto questo si realizza perché c'è ancora il coraggio di trovarsi assieme, di vivere un esperienza di gruppo, di esistere come associazione.

Il coro De Vecchi è una della Associazioni del paese che contribuiscono alla fusione della nostra comunità, che attraverso il canto ne recepisce le tradizioni, le aspettative, ed attraverso la cultura costituisce un legame con il passato e lancia un messaggio al futuro.

Il CD, che in parte abbiamo avuto modo di pre-gustare, costituisce una testimonianza che ci ricorderà come la nostra comunità, se vuole crescere, non si deve frazionare in sterili faziosità, ma deve cercare una costante e continua coralità, d'intenti, di finalità e di miglioramenti.

Delle qualità tecniche, della valenza artistica e del grado di perfezione del CD, hanno relazionato gli insegnanti e direttori che mi hanno preceduto e non voglio addentrami in un campo che non mi compete.

Mi permetto solo di chiedervi di continuare, di non stancarvi, (anche quando gli anni passano e la fatica si fa sentire), di non sentirVi mai appagati e di cercare di migliorare e progredire, per la riuscita dei Vostri canti, per l'amalgama del gruppo, ed anche per l'onore e vanto del Vostro paese.

In questo percorso l'Assessorato alla Cultura e la Pro-Loco vi saranno sempre vicini e rappresenteranno la nostra Comunità civile nel cammino che Vi vedrà protagonisti.

Credo sia giusto concludere con un ringraziamento ai Vostri insegnanti, ed in particolare a Luciano Bertuzzo, che ha saputo e voluto condurVi in un percorso di soddisfazioni musicali e di amalgama del gruppo.

Con due parole non si può certo liquidare il lavoro di anni e tante, tante sere trascorso attorno ad una partitura, nella ricerca di una migliore vocalità, di una esecuzione più raffinata e completa, ma sono certo di poter dire a nome del paese di Cinto un grande GRAZIE a Luciano, al coro ed a tutti coloro che ne hanno voluto l'esistenza e continuità

CINTO CAOMAGGIORE , orgogliosa, VI RINGRAZIA.

Sabato 07 dicembre 2002.

Il Sindaco, Luigi Bagnariol.

 

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Recensione del CD "15 anni - Coro Antonio De Vecchi 1986 - 2001" del M° Agostino Granzotto, tratto dal periodo dell'A.S.A.C. Veneto "Musica Insieme" n°81 del maggio 2003

 

Due i cd proposti dal Coro A. De Vecchi e dal suo direttore Luciano Bertuzzo nell'ambito delle celebrazioni del 15° anno di attività a testimonianza di questa realtà "Corale Amatoriale" che opera nella comunità di Cinto Caomaggiore (VE).

Un cammino non sempre facile, un percorso musicale adattato nel corso degli anni alle molteplici esigenze: dalla partecipazione in varie occasioni alla vita della comunità, alla ricerca di sempre nuovi stimoli per incrementare la partecipazione dei giovani al mondo corale (non certo incoraggiati da quello che ci viene offerto attualmente dai mass media), proponendo la visitazione di generi diversi e tenere vivo l'interesse di quanti nel corso degli anni si sono avvicendati.

"Questi due cd - come rammenta il M° Bertuzzo nelle sue note introduttive … non hanno la pretesa di essere un trattato sulla musica corale, ma solo una 'fotografia sonora' di 15 anni di attività di un coro 'armatoriale' formato da cantori non professionisti che amano cantare".

Il primo cd contiene 22 brani polifonici presentati in ordine cronologico, per la maggior parte a cappella, alcuni del genere vocale-strumentale, che spaziano dal canto gregoriano ai giorni nostri.

Il secondo cd contiene 21 brani: alcuni di polifonia profana, mentre gli altri sono di ispirazione popolare.

Molti di questi brani, per vari aspetti, rispecchiano motivazioni di carattere sociale innanzi enunciate; troviamo tra l'altro brani in lingua straniera venuti ad arricchire il repertorio del Coro in occasione di scambi culturali con realtà corali provenienti da altri paesi.

AI di là di ogni valutazione stilistica e ricerca di carattere filologico, va sottolineata la validità dell'iniziativa del Coro A. De Vecchi che, con questa proposta discografica, ha voluto testimoniare un percorso musicale che sintetizza le scelte dell'evoluzione, le sue problematiche ambientali e sociali ed i traguardi di miglioramento espressivo raggiunto attraverso le sue molteplici esperienze.

 

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non solo SACRO (CADCTC/2005)

 

Presentazione del CD a cura del M° Claudio Raffi

non solo SACRO (Tra spirito e intelligenza) 

“Canterò con lo spirito, ma canterò anche con l’intelligenza”. Queste parole appartengono a Paolo da Tarso che rivolgendosi alla comunità di Corinto indica i due aspetti fondamentali della musica rivolta a Dio: il trasporto intimo del canto nella preghiera, e la chiarezza della comunicazione, necessaria affinché chi ascolta possa comprendere il significato più profondo del messaggio. Nel corso della storia l’uomo ha cercato di esprimere il “senso religioso” attraverso logiche compositive che erano figlie del proprio tempo. La musica sacra è legata alla tradizione, non per questo essa rinuncia ad accogliere elementi profani ma volgendoli a fini superiori. Nel “Credo” di A. Vivaldi troviamo il Barocco veneziano, con tutte le caratteristiche tipiche della musica sacra settecentesca. L’impegno fonico-tecnico e strutturale, vive l’impulso ritmico tipico della musica strumentale, ma arricchito di un senso religioso collettivo che l’umanità sa attribuire, senza incertezze all’Ente Supremo. Diverso è l’atteggiamento che troviamo nella “Missa Brevis” Sancti Joannis de deo di Franz J.Haydn, perché nel classicismo viennese la forma-messa: kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei, riflette la secolarizzazione della società idealizzata verso l’ellenismo. La Messa non si discosta dalla prassi liturgica ma vive una diversa capacità di interpretare il senso del testo rispetto al passato. Nel “Libera me” di C.Raffi è presente il formalismo barocco, come il sentimento romantico, unito alla ricerca di una rinnovata “fede religiosa” fatta di domande e di soggettive risposte. Il coro, che canta unicamente la prima parte del testo: “Libera me, Domine, de morte aeterna”, incentra l’attenzione sul concetto, anche laico di “morte eterna”. A differenza dei precedenti brani, è evidente come sia l’aspetto timbrico l’anima guida dell’intera composizione, una profonda ricerca musicale e senso religioso che si può sintetizzare in: “Spirito e intelligenza” … “non solo SACRO”.

Claudio Raffi.

 

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Concorsi e Festival

 

 

Festival ALPE ADRIA CANTAT a Lignano Sabbiadoro - Partecipazione - 04/05.09.2008

 

5° Festival della Coralità Veneta a VERONA - Fascia di Distinzione - 26.10.2008

 

Concorso internazionale citta di AZZANO DECIMO (PN) - 12.09.2009

 

XXVIII CONCORSO CORALE FRANCHINO GAFFURIO a Quartiano di Mulazzano (LO) - Fascia d'Argento - 16.05.2010

 

6° Festival della Coralità Veneta a VICENZA - Fascia di Distinzione - 24.10.2010

 

45° CONCORSO NAZIONALE CORALE CITTÀ DI VITTORIO VENETO (TV) - 5° classificato categoria "Musiche originali d'autore" - 28.05.2011

 

4° CONCORSO NAZIONALE DI STRESA (VB) - 5° classificato - 15.10.2011

 

7° Festival della Coralità Veneta a TREVISO - Fascia di Distinzione - 28.10.2012

 

31° Concorso Nazionale "Franchino Gaffurio" di Quartiano di Mulazzano (Lodi) - 18-19.05.2013 - MEDAGLIA D'ORO

 

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